Il 1° ottobre 2026 la Corte costituzionale ha rinviato al 9 febbraio 2027 l’esame sulla legittimità dell’articolo 18 del Decreto Sicurezza, la norma che dal 2025 vieta il commercio delle infiorescenze di canapa e dei loro derivati. L’esame era fissato per il 21 ottobre 2026. Il motivo del rinvio è procedurale: la Corte vuole decidere insieme le tre questioni sollevate dai tribunali di Brindisi, Trani e Brescia.

Vediamo cosa è stato rinviato, il nuovo calendario, su cosa dovrà pronunciarsi la Corte e cosa resta valido nel frattempo.

Cosa è stato rinviato e perché

Davanti alla Corte costituzionale pendono tre giudizi sull’art. 18 del DL 48/2025, convertito nella legge 80/2025. Ciascuno nasce da un giudice che, dovendo applicare la norma in un caso concreto, ha dubitato della sua compatibilità con la Costituzione e ha sospeso il proprio procedimento per rimettere la questione alla Corte.

Giudice rimettenteRegistro ordinanzeNote
GIP del Tribunale di Brindisin. 26/2026Ordinanza del 2 dicembre 2025, il primo giudizio arrivato alla Corte
Tribunale di Tranin. 81/2026Già pendente insieme a quello di Brindisi
Tribunale di Brescian. 135/2026Ordinanza del 15 luglio 2026, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 16 settembre 2026

La trattazione dei giudizi di Brindisi e Trani era fissata per il 21 ottobre 2026. Con l’arrivo dell’ordinanza di Brescia, la Corte ha scelto di esaminare le tre questioni insieme. Per farlo deve prima lasciar decorrere i termini processuali del giudizio più recente, e da qui il rinvio.

Il rinvio non contiene alcuna valutazione nel merito. Non dice nulla su come deciderà la Corte, né in un senso né nell’altro.

Il nuovo calendario

  • 6 ottobre 2026: scade il termine per depositare gli interventi nel giudizio promosso dal Tribunale di Brescia.
  • 25 gennaio 2027: camera di consiglio sull’ammissibilità degli interventi.
  • 9 febbraio 2027: esame nel merito delle tre questioni di legittimità costituzionale.

Una precisazione utile: il giorno dell’esame non coincide necessariamente con quello della decisione pubblica. La pronuncia della Corte viene depositata in seguito, e solo da quel momento produce i suoi effetti.

Su cosa dovrà pronunciarsi la Corte

L’ordinanza di Brindisi, la prima a essere stata pubblicata, solleva tre ordini di dubbi:

  • Necessità e urgenza. Un decreto-legge è ammesso solo in casi straordinari di necessità e urgenza (art. 77 della Costituzione). Secondo il giudice, la misura era in preparazione come legge ordinaria già dal settembre 2024, e il decreto riunisce materie molto eterogenee.
  • Offensività. Il diritto penale può punire solo condotte concretamente dannose. Secondo il giudice, manca una base scientifica che dimostri la pericolosità delle infiorescenze con THC entro le soglie di riferimento.
  • Libera circolazione delle merci nell’Unione europea. Il divieto assoluto limiterebbe il commercio fra Stati membri senza una giustificazione proporzionata, in contrasto con quanto stabilito dalla Corte di giustizia UE nella sentenza Kanavape del 2020.

Le ordinanze di Trani e Brescia riguardano la stessa norma e saranno decise nello stesso giudizio.

Cosa resta valido nel frattempo

L’art. 18 resta formalmente in vigore fino a una eventuale pronuncia di illegittimità. Il rinvio non cambia questo punto.

Cambia invece, ed è cambiato da tempo, il modo in cui la norma viene applicata nei tribunali:

  • Cassazione, sentenza n. 25539/2026 (udienza del 12 giugno, deposito dell’8 luglio 2026): l’art. 18 non trasforma in automatico un’infiorescenza in sostanza stupefacente. Spetta all’accusa dimostrare con dati tecnici la sua concreta efficacia drogante.
  • Tribunali di merito: secondo i casi monitorati e riportati da Il Post nel luglio 2026, 18 procedimenti su 29 si sono chiusi con un dissequestro, a cui si aggiungono 6 archiviazioni e 1 assoluzione.
  • Giudici amministrativi: anche il TAR Liguria ha escluso divieti automatici, come abbiamo raccontato nell’articolo sulla decisione del TAR Liguria sulla vendita dei fiori di canapa.

Resta aperto anche il fronte europeo. Secondo Canapa Sativa Italia è pendente davanti alla Corte di giustizia UE la causa C-716/25, su canapa industriale e libera circolazione, e il Consiglio di Stato si è pronunciato sul CBD naturale con le ordinanze n. 6198, 6200 e 6202 del 3 agosto 2026.

Cosa significa per chi acquista da Sacrapianta

Per i prossimi quattro mesi il quadro resta quello di oggi: una norma in vigore, contestata davanti alla Corte costituzionale e alla Corte di giustizia UE, applicata dai giudici caso per caso.

Il nostro modo di lavorare non cambia: varietà certificate, analisi di laboratorio per ogni lotto, THC entro i limiti di riferimento e documentazione di filiera conservata per ogni prodotto. Per il quadro completo delle norme e delle date, consulta la nostra pagina sulla legge sulla cannabis light in Italia, che aggiorniamo a ogni novità.

Domande frequenti

Quando decide la Corte costituzionale sull’art. 18?

L’esame nel merito è fissato per il 9 febbraio 2027. La decisione viene depositata in seguito, di norma nelle settimane successive.

Il rinvio significa che la Corte ha già preso una posizione?

No. È un rinvio procedurale, deciso per esaminare insieme le questioni sollevate da Brindisi, Trani e Brescia. Non contiene alcuna valutazione sulla legittimità della norma.

Nel frattempo l’art. 18 è in vigore?

Sì, fino a un’eventuale dichiarazione di illegittimità. La Cassazione ha però chiarito che, per configurare un reato, va dimostrata in concreto l’efficacia drogante del prodotto.

Cosa succede se la Corte dichiara l’art. 18 illegittimo?

La norma, o la parte dichiarata illegittima, cessa di avere efficacia dal giorno successivo alla pubblicazione della sentenza. Se invece la Corte respinge le questioni, la norma resta in vigore e il confronto prosegue davanti alla Corte di giustizia UE e nei singoli procedimenti.


Questo articolo ha finalità informativa e non costituisce consulenza legale. Per valutazioni specifiche sulla propria attività si raccomanda di rivolgersi a un professionista del settore.

Fonti: Canapa Sativa Italia, Consulta: udienza rinviata al 9 febbraio 2027; Canapa Sativa Italia, Cassazione 25539/2026; Il Post, 24 luglio 2026.