Cosa cambia con il Decreto Sicurezza 2025 per la cannabis light?

Il Decreto Sicurezza 2025 (D.L. 48/2025, convertito con modifiche dalla Legge 80/2025) ha introdotto all’articolo 18 il divieto di commercio delle infiorescenze di canapa e dei loro derivati, ma non ha abolito la Legge 242/2016, che resta la disciplina della canapa industriale. La norma è in vigore ma è all’esame della Corte costituzionale (esame rinviato al 9 febbraio 2027), la questione è stata rimessa anche alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea e la Cassazione (sentenza n. 25539/2026) ha escluso automatismi penali per la canapa priva di efficacia drogante. Chi opera nel settore dovrebbe sempre verificare lo stato aggiornato della normativa e, per casi specifici, richiedere un parere legale professionale.

Tappa normativaAnnoCosa prevede
Legge 242/20162016Disciplina la coltivazione della canapa industriale; THC entro 0,2% (tolleranza fino allo 0,6%)
Decreto piante officinali2022Tentativo di limitare la vendita ai soli semi; poi bocciato dal TAR Lazio
Sentenza TAR Lazio 2613/20232023Annulla le restrizioni del decreto sulle piante officinali
Dibattito “Decreto Sicurezza”2024Discussione pubblica su un pacchetto sicurezza più ampio, non ancora specifico sulla cannabis light
D.L. 48/2025 conv. L. 80/2025, art. 182025Vieta il commercio di infiorescenze e derivati; in vigore, all’esame della Corte costituzionale (esame rinviato al 9 febbraio 2027)

Il Decreto Sicurezza vieta la vendita di canapa light?

Per le infiorescenze e i loro derivati sì: l’art. 18 del Decreto Sicurezza 2025 ne vieta importazione, lavorazione, commercio e trasporto, con richiamo alle sanzioni del Testo Unico sugli stupefacenti. La norma è in vigore ma è all’esame della Corte costituzionale (esame rinviato al 9 febbraio 2027) e la Cassazione (sentenza n. 25539/2026) ha escluso automatismi penali per la canapa priva di efficacia drogante. Restano fuori dal divieto gli altri usi della canapa industriale previsti dalla Legge 242/2016.

Cosa dice il diritto italiano

Secondo un principio affermato più volte dalla giurisprudenza, la normativa sugli stupefacenti (DPR 309/90) richiede un’efficacia drogante concreta, come indicato ad esempio dalle Sezioni Unite della Corte di Cassazione Penale (sentenza n. 30475/2019), secondo cui la vendita di cannabis sativa L. non integra reato quando il prodotto è privo di efficacia drogante. Nel 2026 la Cassazione (sentenza n. 25539/2026) ha escluso automatismi penali anche dopo l’art. 18.

Cosa dice il diritto europeo

Il diritto dell’Unione Europea tutela storicamente la libera circolazione dei prodotti a base di canapa non drogante, come confermato dalla sentenza Kanavape (causa C-663/18) della Corte di Giustizia UE. Eventuali norme nazionali restrittive vanno inoltre valutate alla luce degli articoli 34-36 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE), che disciplinano la libera circolazione delle merci.

Perché la battaglia legale è ancora aperta

Le imprese della filiera della canapa in Italia operano da anni con autorizzazioni, partite IVA e regolare pagamento delle imposte. L’applicazione retroattiva o generalizzata di nuove restrizioni solleva questioni di legittimo affidamento e proporzionalità, principi tutelati sia dalla Costituzione italiana (artt. 41 e 97) sia dal diritto UE. Dopo l’entrata in vigore del D.L. 48/2025 diversi tribunali hanno disposto dissequestri e la questione è ora all’esame della Corte costituzionale (esame rinviato al 9 febbraio 2027) e della Corte di Giustizia UE.

Cosa significa per chi acquista prodotti CBD

Per il consumatore finale, la raccomandazione pratica è semplice: acquistare solo da rivenditori che forniscono un certificato di analisi di laboratorio aggiornato, in grado di dimostrare che il prodotto rispetta i limiti di THC previsti dalla normativa vigente. Su Sacrapianta ogni lotto è tracciato e analizzato: puoi consultare la nostra pagina dedicata alle analisi di laboratorio oppure approfondire il quadro normativo generale nella nostra guida pillar alla Legge 242/2016.

Per un quadro sempre aggiornato sullo stato della cannabis light in Italia, leggi anche la nostra guida sulla normativa sulla cannabis light in Italia.

Domande frequenti sul Decreto Sicurezza e la cannabis light

Cos’è esattamente il Decreto Sicurezza 2025?

È il D.L. 48/2025, convertito con modifiche dalla Legge 80/2025, il cui articolo 18 introduce il divieto di commercio delle infiorescenze di canapa e dei loro derivati. Non sostituisce la Legge 242/2016, che resta il riferimento principale per la cannabis light.

La cannabis light è ancora legale nel 2026?

La canapa da varietà certificate è disciplinata dalla Legge 242/2016. Dal 2025 l’art. 18 del DL 48/2025 (L. 80/2025) vieta il commercio delle infiorescenze: la norma è in vigore ma è all’esame della Corte costituzionale (esame rinviato al 9 febbraio 2027) e la Cassazione (sentenza n. 25539/2026) ha escluso automatismi penali per la canapa priva di efficacia drogante. I prodotti Sacrapianta sono destinati a uso florovivaistico ornamentale, con THC entro i limiti di legge verificato da analisi di laboratorio.

Cosa rischia chi vende infiorescenze di canapa light oggi?

Dipende dalla categoria di prodotto e dal rispetto dei limiti di THC previsti dalla legge. È consigliabile affidarsi a fornitori che garantiscono certificati di analisi di laboratorio e informarsi con un professionista legale per casi specifici.

Cosa dice l’Unione Europea sulla cannabis light?

La Corte di Giustizia UE, con la sentenza Kanavape (C-663/18), ha stabilito che i prodotti a base di canapa non drogante rientrano nella libera circolazione delle merci e non possono essere vietati senza una base scientifica solida sui rischi per la salute pubblica.

Dove posso verificare la qualità e la conformità dei prodotti CBD?

Su Sacrapianta ogni prodotto è accompagnato da un certificato di analisi di laboratorio che attesta i valori di CBD e THC, consultabile nella sezione dedicata del sito.

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