Cosa ha stabilito la sentenza del TAR del Lazio sulla canapa legale?
Con la sentenza n. 2613 del 14 febbraio 2023, il TAR del Lazio ha annullato la parte di un decreto interministeriale del gennaio 2022 che voleva limitare la commercializzazione della canapa ai soli semi, confermando che la pianta di canapa può essere coltivata e commercializzata in tutte le sue parti, comprese foglie e infiorescenze, quando priva di efficacia drogante. Si tratta di una tappa storica importante per il settore, ma il quadro normativo si è ulteriormente evoluto negli anni successivi, in particolare con il Decreto Sicurezza 2025: per lo stato aggiornato della normativa consulta sempre le fonti ufficiali.
| Anno | Evento | Effetto |
|---|---|---|
| 2016 | Legge 242/2016 | Disciplina la coltivazione della canapa industriale, THC entro 0,2% (tolleranza fino allo 0,6%) |
| Gennaio 2022 | Decreto interministeriale piante officinali | Tenta di limitare la vendita ai soli semi di canapa |
| 14 febbraio 2023 | Sentenza TAR Lazio n. 2613/2023 | Annulla la restrizione, conferma la vendibilità dell’intera pianta senza efficacia drogante |
| 2025 | D.L. 48/2025 conv. L. 80/2025, art. 18 | Divieto di commercio di infiorescenze e derivati; in vigore, all’esame della Corte costituzionale (esame rinviato al 9 febbraio 2027) |
Il decreto ministeriale del gennaio 2022
Il decreto interministeriale dedicato alla disciplina delle piante officinali, pubblicato in Gazzetta Ufficiale nel maggio 2022, prevedeva all’articolo 1 comma 4 che solo i semi di canapa potessero essere utilizzati e commercializzati per finalità officinali. La vendita di prodotti ottenuti da altre parti della pianta, foglie e infiorescenze comprese, sarebbe stata ricondotta alla disciplina, molto più restrittiva, del Testo Unico sugli stupefacenti (DPR 309/90). Le associazioni di categoria della filiera della canapa hanno presentato ricorso al TAR del Lazio contro questa disposizione.
Il precedente francese e la Corte di Giustizia UE
A sostegno della decisione italiana ha pesato anche un precedente del Consiglio di Stato francese, secondo cui, in assenza di rischi concreti per la salute pubblica, non è possibile vietare in modo generico la coltivazione e la commercializzazione di foglie e fiori di canapa. Già nel 2020, inoltre, la Corte di Giustizia dell’Unione Europea (causa Kanavape, C-663/18) aveva stabilito che i prodotti a base di canapa con THC sotto soglia rientrano nella libera circolazione delle merci garantita dal diritto UE.
Cosa è cambiato dal 2023 a oggi
La sentenza del TAR Lazio resta un precedente importante, ma non è l’ultima parola sulla materia. Nel 2025 è entrato in vigore il Decreto Sicurezza (D.L. 48/2025, convertito dalla Legge 80/2025), il cui articolo 18 vieta il commercio delle infiorescenze di canapa e dei loro derivati. La norma è in vigore ma è all’esame della Corte costituzionale (esame rinviato al 9 febbraio 2027), la questione è stata rimessa anche alla Corte di Giustizia UE e la Cassazione (sentenza n. 25539/2026) ha escluso automatismi penali per la canapa priva di efficacia drogante. Il quadro è quindi ancora in evoluzione: per approfondire la normativa aggiornata, leggi la nostra guida pillar alla Legge 242/2016 e la pagina dedicata alla normativa sulla cannabis light in Italia.
Cosa significa questa tappa storica per i consumatori
Per chi acquista cannabis light, la sentenza TAR Lazio 2023 rimane un tassello importante nella costruzione di un quadro giuridico favorevole al settore, insieme alle numerose pronunce della Corte di Giustizia UE. Continua però a valere la raccomandazione di sempre: scegliere rivenditori che forniscono certificati di analisi di laboratorio verificabili, come fa Sacrapianta per tutta la gamma di infiorescenze CBD e hashish CBD.
Domande frequenti sulla sentenza TAR Lazio e la canapa legale
Cosa ha stabilito la sentenza del TAR Lazio n. 2613/2023?
Ha annullato la parte di un decreto interministeriale del 2022 che limitava la commercializzazione della canapa ai soli semi, confermando la vendibilità dell’intera pianta priva di efficacia drogante.
La sentenza TAR Lazio è ancora valida oggi?
Il principio stabilito resta un precedente giuridico rilevante, ma il quadro normativo si è evoluto: nel 2025 il Decreto Sicurezza ha introdotto nuove restrizioni, oggi all’esame della Corte costituzionale e della Corte di Giustizia UE.
Cosa prevedeva il decreto del gennaio 2022 contro cui è stato fatto ricorso?
Limitava l’uso e la vendita della canapa ai soli semi per finalità officinali, riconducendo la vendita di foglie e infiorescenze alla disciplina degli stupefacenti.
Cosa dice oggi la normativa sulla cannabis light?
La canapa da varietà certificate è disciplinata dalla Legge 242/2016. Dal 2025 l’art. 18 del DL 48/2025 (L. 80/2025) vieta il commercio delle infiorescenze: la norma è in vigore ma è all’esame della Corte costituzionale (esame rinviato al 9 febbraio 2027) e la Cassazione (sentenza n. 25539/2026) ha escluso automatismi penali per la canapa priva di efficacia drogante. I prodotti Sacrapianta sono destinati a uso florovivaistico ornamentale, con THC entro i limiti di legge verificato da analisi di laboratorio.
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